A
L’accordo è costituito da una serie di obiettivi di comportamento accettati, comuni alle persone coinvolte nel rapporto, realizzabili, che, in considerazione della diversità iniziale, hanno come scopo la massima soddisfazione possibile dei bisogni e il massimo utilizzo possibile delle risorse di entrambi.
Accordo di Programma Quadro (APQ) torna su
L’Accordo di Programma Quadro costituisce lo strumento attuativo dell’Intesa istituzionale di Programma nei settori d’intervento previsti dalla medesima.
In particolare, l’Accordo indica:
le attività e gli interventi da realizzare, con i tempi e le modalità di attuazione;
i soggetti responsabili ed i relativi impegni;
le risorse finanziarie occorrenti, a valere sugli stanziamenti pubblici o reperite tramite finanziamenti privati;
le procedure ed i soggetti responsabili per il monitoraggio e la verifica dei risultati.
I promotori degli APQ sono Stato, Regione e Enti pubblici. Queste stesse amministrazioni, con anche l'intervento dei privati, rappresentano i soggetti attuatori.
L’APQ viene sottoscritto dai responsabili amministrativi delle strutture coinvolte e riporta, in allegato, le schede degli interventi con l’indicazione puntuale delle caratteristiche dei progetti.
Accertamento dei mezzi torna su
Verifica amministrativa delle condizioni reddituali e patrimoniali di un individuo finalizzata ad accertarne il diritto a partecipare ad un programma di welfare.
E’ un momento di formazione dell’individuo che intende aggiornarsi su nuove tecniche e/o procedure rispetto al proprio ruolo professionale.
Ambiente di lavoro torna su
Contesto caratterizzato da modelli organizzativi e gestionali tipici del settore di appartenenza.
Ambiente esterno torna su
Tutte le variabili riferibile alla realtà esistente al di fuori dell’impresa che può incidere sul suo funzionamento (ambiente politico, ambiente competitivo, ambiente tecnologico…); con riferimento ad un individuo, il complesso sistema di elementi che lo circonda interagendo con quello che è il suo sistema cognitivo interno.
Amministrazioni pubbliche torna su
Economicamente comprendono tutte le unità istituzionali che producono beni e servizi non destinati alla vendita e che attuano una redistribuzione del reddito. E' inoltre il conto di riferimento dei trattati europei, in Italia è elaborato dall’Istat. Riporta le entrate e le spese di tutti gli enti pubblici che producono beni e servizi forniti gratuitamente. Non ne fanno parte le Ferrovie, le Poste, le aziende municipalizzate, le imprese di proprietà pubblica totale (la Rai, la Fintecna, ecc.) o parziale (Enel, Eni) e da recentemente l'Anas. Il suo saldo è l’indebitamento (quello che in rapporto al Pil non deve superare il 3 per cento).
Metodo di ricerca basato sulla scomposizione, concreta o astratta, di tutto nelle sue parti costitutive.
Situazione in cui le norme che assicurano la coesione sociale sono assenti, carenti o in conflitto tra loro.
Processo il cui esito è un cambiamento relativamente stabile delle conoscenze e/o attitudini degli attori.
L'arbitraggio è una procedura per la stipulazione di un contratto tra due parti, le quali affidino a un terzo la decisione del contenuto della pattuizione (per questo aspetto l’arbitraggio presenta una notevole affinità con l’arbitrato irrituale). Arbitratore può essere una persona singola o un collegio. L’arbitratore può decidere solo secondo equità, rispettando i criteri eventualmente fissati dalle parti. La differenza tra arbitrato e arbitraggio è evidente in materia di controversie collettive di lavoro: si tratta di arbitrato se la vertenza riguarda l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo esistente; si tratta di arbitraggio se, una volta scaduto il precedente contratto, si tratta di decidere ad esempio l'importo delle nuove retribuzioni, tenendo conto da un lato delle rivendicazioni sindacali e dall'altro delle esigenze aziendali.
L'arbitrato è una procedura per la decisione di una o più controversie che vertono su diritti; essa ha, pertanto, per oggetto l'interpretazione e la corretta applicazione di principi e/o regole di fonte legislativa o contrattuale. Arbitro può essere una persona singola o un collegio. L’arbitrato rituale è sostanzialmente un giudizio privato alternativo alla giurisdizione statale: nell’arbitrato rituale l’arbitro svolge dunque il ruolo proprio del giudice, decidendo chi ha ragione e chi ha torto nella controversia, secondo diritto o secondo equità. Nell’arbitrato irrituale, invece, secondo la distinzione tradizionale, l’arbitro si sostituisce alle parti nella redazione di una equa transazione tra le stesse, idonea a risolvere la controversia. La distinzione tra arbitrato rituale e irrituale ha notevole rilievo soprattutto in materia di impugnazione del lodo arbotrale; proprio sotto questo aspetto, tuttavia, la distinzione stessa nella legge italiana è sempre meno chiara e netta.
Architettura strategica torna su
Si fonda sulle competenze chiave di una azienda/ente (know how, tecnologie), costituendo la base per qualsiasi vantaggio competitivo.
È un aggregato di Enti ancora più ampio di quello del Settore Pubblico Allargato, in quanto - ispirandosi al criterio della “proprietà pubblica” - comprende tutti quegli enti che svolgono un’attività rilevante ai fini della politica economica nazionale e, pertanto, anche le aziende a partecipazione statale.
Si tratta dell’area geografica che comprende i Paesi membri dell’Unione Europea che hanno
adottato l'euro. Vedi anche UEM.
Area in phasing out torna su
Si tratta di aree che, in quanto ricomprese nelle definizioni di Obiettivo 1 oppure Obiettivi 2 e 5B nel ciclo di programmazione 1994-1999, sono beneficiarie, nel presente ciclo di programmazione comunitaria 2000-2006, di un sostegno transitorio accordato al fine di rendere meno drastico il passaggio da un regime di sostegno a un regime senza aiuti. La definizione comprende l’intero territorio del Molise (in uscita dall’obiettivo 1), e aree del Centro-Nord corrispondenti a popolazione per circa 5 milioni e 900 mila abitanti.
Area sottoutilizzate torna su
La definizione (sulla base dell’art. 27, comma 16 della Legge 488/99 - Legge finanziaria 2000) comprende:
- le sei regioni Obiettivo 1 (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia);
- le regione Abruzzo in considerazione della scarsa durata, nel passato ciclo di programmazione, del sostegno transitorio (phasing out) dall’obiettivo 1 a favore di questo territorio;
- la regione Molise attualmente in regime di sostegno transitorio (phasing out) dall’obiettivo 1;
- le aree del Centro-Nord destinatarie dei Fondi Comunitari nel presente ciclo di programmazione (Aree Obiettivo 2);
- le aree del Centro-Nord incluse nella precedente programmazione comunitaria e beneficiarie quindi del regime di sostegno transitorio (phasing out dagli obiettivi 2 e 5b);
- le zone beneficiarie di Aiuti di Stato ai sensi dell’art. 87.3.c.
Acronimo per associati in partecipazione. E'una figura contrattuale che prevede il pagamento delle tasse ma non quello dei contributi.
Gli Assi prioritari sono le aree di intervento in cui si articola il QCS.
Nel QCS Obiettivo 1 2000-2006 sono individuate 6 aree che rappresentano le priorità strategiche per le scelte di investimento da realizzare nel periodo di programmazione (regolamento CE n. 1260 del 1999, articolo 9):
- • Asse I: Valorizzazione delle risorse naturali e ambientali (Risorse naturali)
- • Asse II: Valorizzazione delle risorse culturali e storiche (Risorse culturali)
- • Asse III: Valorizzazione delle risorse umane (Risorse umane)
- • Asse IV: Potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo (Sistemi locali di sviluppo)
- • Asse V: Miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita associata (Città)
- • Asse VI: Rafforzamento delle reti e nodi di servizio (Reti e nodi di servizio)
Nel QCS Obiettivo 3 2000-2006 sono individuate 6 aree corrispondenti ai campi di intervento del FSE - all'interno dei quali sono stati individuati uno o più obiettivi specifici:
- • Asse A: Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro
- • Asse B: Integrazione nel mercato del lavoro delle persone più esposte al rischio di esclusione sociale
- • Asse C: Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione e dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento lungo l'intero arco di vita
- • Asse D: Promozione di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile; sostegno all'imprenditorialità; sviluppo del potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
- • Asse E: Sostegno alle pari opportunità per le donne sul mercato del lavoro
- • Asse F: Accompagnamento del QCS e dei Programmi Operativi
Attività (passività) finanziarie torna su
Per attività (passività) finanziarie nette si intende un portafoglio costituito essenzialmente da debito (emesso sia da imprese che dal governo), azioni e investimenti diretti (FDIs).
Attività produttive torna su
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto tra l'intero valore della produzione realizzata e il volume o la quantità del lavoro (numero degli occupati e/o ore lavorate) impiegato nella produzione.
Persona fisica o giuridica coinvolta a diverso titolo nel processo formativo.
Attività di controllo, obiettiva e indipendente, finalizzata ad aggiungere valore e a migliorare il funzionamento di un’organizzazione.
Autonomia fiscale torna su
Differenziazione delle imposte su base locale.
Azione correttiva torna su
E’ l’azione intrapresa per eliminare le cause di esistenti non conformità, difetti o altre situazioni indesiderate, al fine di prevenirne il ripetersi.
Azione preventiva torna su
E’ l’azione intrapresa le cause potenziali di non conformità, difetti o altre situazioni indesiderate, al fine di prevenirne il verificarsi.