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I SETTORI CHIAVE DELL'ECONOMIA DEL TERRITORIO

Il tessuto imprenditoriale Regionale

In provincia di Matera l’economia è in forte sviluppo grazie al polo del salotto nel triangolo Matera-Santeramo-Altamura. A Pisticci il gruppo Snia ha costruito uno degli impianti più moderni di Europa nel settore delle fibre chimiche ed ha realizzato un importante parco scientifico e tecnologico. In Val d’Agri sono stati scoperti i principali giacimenti petroliferi italiani.

Regione fino a qualche tempo fa a vocazione essenzialmente agricola, la Basilicata sta vivendo negli ultimi anni un momento particolare essendo una delle aree preferite per la delocalizzazione degli investimenti dei grandi gruppi industriali. La Fiat ed i più importanti gruppi del settore alimentare, Barilla , Ferrero, Parmalat si sono localizzati in Basilicata.
La Regione appare fortemente orientata ai Beni Strumentali e Mezzi di Trasporto che rappresentano il 43,0% circa del totale. Altro settore importante per l’economia della Basilicata è quello del Legno, Gomma e Plastica legato alla presenza, in regione, di imprese particolarmente dinamiche nel settore arredamento. Più modesto il peso dell’Agroalimentare.
Per ciò che concerne le esportazioni, nel II trimestre del 2006 si è registrato un aumento del 68,6% rispetto al periodo precedente. Un peso determinante lo ha avuto il settore degli Autoveicoli (+143,5%)  ma anche quello dei Prodotti Chimici di Base (+50,8%). Maggiormente moderata è apparsa, invece, la crescita delle esportazioni di Parti ed Accessori per Autoveicoli (+17,6%), mentre risultano in riduzione il settore dei Mobili (-29,3%) e quello degli Articoli in Materie Plastiche (-28,1).

Il Regno Unito – principale mercato di sbocco per le imprese lucane, nel II trimestre 2006 ha visto un aumento dell’import dalla regione del 125,5%. In aumento sono state anche le vendite verso la Germania (+98,8%) mentre si è ridotto l’export in Francia (-2,7%).

Il numero delle imprese attive in Regione si mantiene sostanzialmente stabile nel primo semestre 2006.
Presentano una maggiore crescita, sebbene contenuta, il settore delle Attività Immobiliari, Informatica e Ricerca (+2,15%), quello della Istruzione, Sanità, Servizi Sociali (+1,90 %), nonché le Industrie della Carta Editoria e Stampa (+1,15%). Male le industrie del riciclaggio (sebbene in valore assoluto la variazione abbia riguardato una sola unità), seguite dal Sistema Moda (-3,05%) e dal settore del Legno e Mobili (-1,79%).
Lo stesso vale per il settore Agro–Alimentare che mostra in media una cattiva dinamica del fatturato (-11,8%).

Fonte: Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno,“Le regioni del Mezzogiorno”, n.2 2006.

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