La Puglia è una regione con grande potenzialità di sviluppo per la sua favorevole localizzazione nel mediterraneo, una notevole dotazione di fattori produttivi ed un sistema imprenditoriale vivace basato su distretti locali fortemente orientati all’export.
La composizione del Pil regionale è in linea con il Mezzogiorno; si caratterizza, infatti, per un elevato disavanzo commerciale (pari ad oltre il 16% del Pil). Leggermente inferiore al dato meridionale il peso degli investimenti e la spesa pubblica, mentre i consumi risultano più elevati.
Il tessuto produttivo mantiene ancora una forte presenza dell’agricoltura con quasi il 31 per cento delle imprese ed un relativo sottodimensionamento del settore industriale; minore il ruolo dei servizi.
La Puglia è la prima regione italiana per la produzione di grano duro, olio d’oliva, pomodori, insalata, carciofi ed uva da tavola. Nel settore industriale presenta una sensibile specializzazione nella trasformazione del tabacco e nel comparto dell’abbigliamento. La più importante agglomerazione produttiva riguarda il cosiddetto triangolo del divano, a cavallo tra Puglia e Basilicata. Altri importanti distretti sono quelli delle calzature nel Salento e quello della meccanica nei dintorni di Bari.
Nell’ambito del Valore Aggiunto manifatturiero il primo settore è quello dei Beni Strumentali – con un peso inferiore al Mezzogiorno – segue quello dei prodotti Alimentari, Bevande e Tabacco mentre al terzo posto troviamo il settore del Metallo e dei prodotti in Metallo (con un peso del 17,0% contro il 12,0% del Mezzogiorno).
Bene le attività Immobiliari, Informatica e Ricerca (+3,03%), nonché i comparti della Produzione Mezzi di Trasporto (+2,53%) e delle Costruzioni (+2,09%). Positivo anche l’andamento delle imprese di produzione di Beni Strumentali e Mezzi di Trasporto con sede in Puglia che registrano un fatturato medio cresciuto del 63,9% nell’intero periodo. In notevole aumento gli investimenti in immobilizzazioni materiali (+86,2%), in linea con l’andamento del patrimonio (+55,3%) e dell’indebitamento (+69,5%).
In flessione, invece, come in altre regioni, il Sistema Moda (-2,13%), le Industrie Estrattive ed Energetiche (-1,07%) ed il settore di Legno e Mobili (-0,73%).
Positivo, anche se non incisivo sull’economia pugliese, il tasso di aumento tendenziale delle esportazioni, che nel II trimestre 2006 ha fatto registrare un modesto +1,6%.
Variazione positiva per il settore dei Tubi (+27,3%) e quello dei Prodotti Chimici di Base (+26,9%), mentre si riducono le esportazioni dei Prodotti Siderurgici (-16,9%) – primo settore per esportazioni con un peso del 16,7% sul totale export – dei Mobili (-11,0%) e delle Calzature (-2,1%).
Sono Francia, la Spagna e la Germania i Paesi con i quali la Puglia intrattiene rapporti commerciali, con un peso che va dal 12,1% al 10,3%. Nei confronti dei tre paesi le vendite hanno fatto registrare, nel II trimestre 2006 rispetto al II trimestre 2005, un decremento pari rispettivamente al 12,6%, al 10,1% e al 9,8%.
Cresce il fatturato relativo alle imprese del settore Agro–alimentare, 22,1% nell’intero periodo considerato. In aumento anche gli investimenti in immobilizzazioni materiali (+25,6%) finanziati sia con il ricorso all’indebitamento (+17,8%), che con l’incremento del patrimonio netto (13,0%).