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I SETTORI CHIAVE DELL'ECONOMIA DEL TERRITORIO

Tessuto imprenditoriale regionale

Il tessuto produttivo della regione presenta una struttura alquanto equilibrata sostanzialmente in linea con la media nazionale. In particolare, l'incidenza delle imprese agricole (19,1%) è leggermente inferiore  rispetto a quella nazionale (20,4%) e sensibilmente al di sotto della media delle regioni meridionali (26,9%), pur non mancando esempi di province a forte vocazione agricola come Avellino e Benevento. Più sensibile è la differenza relativa al settore industriale per il quale si registra un sottodimensionamento rispetto al resto d’Italia che interessa sia il comparto manifatturiero che le costruzioni. L’industria regionale ha subito negli ultimi anni del secolo scorso un tendenziale processo di deindustrializzazione per la crisi di alcune grandi imprese. Più di recente si rileva un’inversione di tendenza basata soprattutto sulla nascita di imprese di piccola dimensione. Il settore dei servizi, invece,  ha un peso maggiore in Campania rispetto alla media nazionale in particolare per il forte peso del settore commerciale mentre un relativo sottodimensionamento si rileva nella regione per quanto riguarda i servizi alle imprese.

Il tasso di crescita del numero di imprese per l'anno 2005 (pari al 2,4%) è inferiore rispetto al dato meridionale (3,1%), e maggiore rispetto a quello nazionale (1,2%).
Il comparto manifatturiero della regione conta circa 47 mila imprese  dislocate in una ventina di sistemi locali in grado di dare occupazione a circa 160 mila addetti. Particolarmente sviluppato è il settore agroalimentare, concentrato nella parte nord della provincia di Salerno, con una buona propensione alle esportazioni (circa il 50% della produzione). Altre significative concentrazioni produttive si rilevano nei settori tessile-abbigliamento-calzature.
Di particolare rilievo è il distretto conciario di Solofra nell’avellinese fortemente orientato ai mercati internazionali sia per l’importazione che per l’esportazione.Di notevoli dimensioni è anche il polo orafo concentrato tra Napoli, Torre del Greco e Caserta. Nell’apertura della regione verso l’estero l’evoluzione degli ultimi anni sembra particolarmente positiva. Favorita, inizialmente dalla svalutazione della lira si è consolidata negli ultimi anni nonostante la stabilità del cambio.La dotazione di infrastrutture già relativamente adeguata per i porti e le ferrovie si  consolidano ulteriormente con il progetto relativo al sistema plurimodale tirrenico. In particolare è previsto il potenziamento dell’aeroporto di Capodichino e di un altro aeroporto militare ed il potenziamento dei due interporti di Marcianise e Nola.

 

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