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Perché investire al Sud

Perchè investire al Sud

Tali opportunità sono il frutto di politiche di riequilibrio territoriale adottate dall’Unione Europea e dalle amministrazioni centrali per rilanciare gli investimenti imprenditoriali nelle aree depresse del Paese attraverso:

  • strumenti di programmazione negoziata e di finanza agevolata;
  • agevolazioni sul costo del lavoro;
  • politica di rilancio delle infrastrutture e del project financing.

 

Finito il sistema degli “incentivi a pioggia”, si è andato via via delineando un quadro normativo che prevede tempi certi di risposta per l’ottenimento di un’agevolazione e per il relativo contributo. La legge 488/92 prevede, infatti, il completo espletamento della pratica in circa 6 mesi, comprese brevi proroghe spesso concesse per motivi amministrativi.

 

A ciò si aggiungono le risorse stanziate dal nuovo Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007 – 2013 che destina al Mezzogiorno l’85% dei fondi nazionali stanziati per la politica regionale e cioè circa 100 miliardi di euro. Inoltre, per la prima volta, si potrà contare sia su risorse dei fondi strutturali e sul relativo cofinanziamento nazionale, si su risorse del fondo aree sottoutilizzate.

 

Rispetto alla precedente programmazione, il riparto delle risorse al Sud segna una svolta innovativa, puntando alla valorizzazione delle risorse umane, alla ricerca e l’innovazione per la competitività, all’uso sostenibile delle risorse ambientali, alla salute, inclusione sociale e servizi per la qualità della vita, competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani, valorizzazione delle risorse naturali culturali e per il turismo.

Il Quadro Strategico nazionale 2007 – 2013 si basa su scelte trasparenti e innovative e concentra le azioni in quattro macro obiettivi (sviluppare circuiti della conoscenza; qualità della vita, sicurezza e inclusione sociale; filiere produttive, servizi e concorrenza, internazionalizzazione e modernizzazione) e dieci priorità tematiche (formazione e istruzione; ricerca e innovazione; sviluppo sostenibile; servizi per la qualità della vita, sicurezza e legalità; risorse naturali, culturali e turismo; infrastrutture per la mobilità; competitività sistemi produttivi e occupazione; città e sistemi urbani; internazionalizzazione; governance, capacità istituzionali e mercati concorrenziali).

 


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Il documento intende rimuovere le difficoltà nell’offrire servizi collettivi in ambiti essenziali per la qualità della vita e l’uguaglianza delle opportunità dei cittadini e per la convenienza ad investire delle imprese, prevedendo dei meccanismi premiali per le Regioni in grado di cambiare le condizioni di vita e di benessere nel Mezzogiorno: Di seguito i quattro ambiti di servizio:

1. elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione;

2. aumentare i servizi di cura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;

3. tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al servizio idrico integrato;

4. tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al sistema di gestione dei rifiuti urbani.


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Il Mezzogiorno nella finanziaria 2007

 

La legge finanziaria 2007 si inserisce nel QSN, offrendo nuovi strumenti per avvicinare il Nord e il Sud del Paese: programmazione settennale Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) e suo rifinanziamento per 64 miliardi di euro, credito d’imposta per investimenti in macchinari e attrezzature, maggiorazione del cuneo fiscale, riordino Sviluppo Italia, Fondo Competitività, riqualificazione delle aree urbane, interventi infrastrutturali.

Gli interventi che la finanziaria prevede in favore del Mezzogiorno sono volti, in particolare, alla stabilizzazione nel medio lungo periodo delle azioni di crescita del territori, con riferimento a:

a) profili di programmazione economica-finanziaria;

b) meccanismi di sostegno in favore delle imprese;

c) orientamento e alla riorganizzazione degli enti deputati alla promozione dello sviluppo economico;

d) integrazione delle politiche per il Mezzogiorno nell’ambito delle politiche nazionali per la competitività e lo sviluppo.

 

 


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Profili di programmazione economica-finanziaria

Le misure di riforma e di innovazione riguardano il FAS i cui stanziamenti sono stati:

• programmati su un arco di 7 anni, in coerenza con i profili temporali della programmazione comunitaria, rispetto agli attuali tre;

• integrati con le risorse aggiuntive provenienti dai programmi comunitari e dal relativo cofinanziamento nazionale, nell’ambito di una programmazione unitaria;

• rifinanziati per complessivi 64 miliardi di euro nel periodo 2007-2015.

La programmazione su 7 anni consente di dare certezze e stabilità al quadro di riferimento degli interventi, incentivando anche tramite l’utilizzo di una massa finanziaria più ampia il finanziamento di progetti di sviluppo a medio e lungo termine.

 

Meccanismi di sostegno in favore delle imprese: credito d’imposta e cuneo fiscale

E’ prevista l’introduzione dal 1 gennaio 2007 e fino al 2013 di un credito d’imposta per le imprese che realizzano nel Mezzogiorno nuovi investimenti finalizzati all’acquisto di macchinari e impianti. La misura ha carattere totalmente automatico e consentirà alle imprese di procedere nelle decisioni di investimento sulla scorta di una effettiva certezza del beneficio fiscale collegato ai predetti investimenti. La misura, il cui onere per lo Stato è stimato in circa 1,3 miliardi di euro, rafforzerà per un periodo temporale sufficientemente lungo le convenienze a investire nel Mezzogiorno, determinando le condizioni per un vero e proprio regime fiscale differenziato per le regioni meridionali.

Le misure della finanziarie per il cuneo fiscale prevedono altresì un intervento differenziato per le imprese meridionali di 10.000 euro per ogni lavoratore a tempo indeterminato rispetto ai 5.000

previsti per le aziende del resto del Paese . La misura consolida, anche dal punto di vista del costo del lavoro, un quadro fiscale di vantaggio per le imprese che investono e operano nel Mezzogiorno.

 


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Integrazione delle politiche per il Mezzogiorno nell’ambito delle politiche nazionali per la competitività e lo sviluppo: Fondo competitività e Fas

La convinzione che le difficoltà di sviluppo delle regioni del Mezzogiorno sono in gran parte imputabili ai medesimi fattori, ma con diversa intensità, che hanno condizionato negativamente la crescita del Paese negli ultimi anni, porta a ritenere indispensabile l’effettiva integrazione delle politiche per il Mezzogiorno nell’ambito delle politiche per la competitività nazionale.

Per questi motivi, le nuove politiche per la competitività e il relativo fondo previsti dalla legge finanziaria potranno far leva su un’effettiva sinergia di fonti finanziarie (ordinarie ed aggiuntive del FAS) nell’ambito dei medesimi obiettivi di sviluppo in grado di unire il Nord ed il Sud del Paese.

La finanziaria prevede inoltre:

a) esenzioni fiscali e contributive in via sperimentale per alcune aree urbane

La misura, a carattere sperimentale, è riservata alle aree metropolitane meridionali, caratterizzate da forte degrado socio-economico. In tale zone potranno essere concesse esenzioni fiscali e contributive per la nascita e consolidamento di piccole e medie imprese e realizzati interventi di recupero urbano. Per tale interventi sono destinati 100 milioni di euro per il prossimo triennio.

b) rafforzamento degli interventi infrastrutturali nel Mezzogiorno:

• quantificazione dei fondi FAS da destinare al finanziamento di infrastrutture e servizi di trasporto di rilievo strategico in misura non inferiore al 30 per cento della dotazione complessiva;

• istituzione di una cabina di regia per gli interventi nel settore delle infrastrutture e dei trasporti al fine di favorire l’ottimale e coordinato utilizzo delle risorse stanziate;

• assegnazione straordinaria alle regioni Calabria e Sicilia di ulteriori risorse per il sostegno degli investimenti infrastrutturali necessari per il loro sviluppo.

 

 

Fonte: governo.it


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Le opportunità per le imprese al Sud

 

Nel Mezzogiorno esistono molti settori non ancora pienamente utilizzati ma che presentano un tasso di espansione abbastanza elevato.

Primo fra tutti il settore ecologico, considerato ad oggi, uno dei più dinamici. Per il Mezzogiorno può diventare un’opportunità di sviluppo e soprattutto un’occasione per aumentare il livello di occupabilità del territorio. Basti pensare all’utilizzo dei pannelli solari per l’acqua calda, o alle turbine ad energia eolica, già pienamente utilizzati nell’Europa del Nord.

Un altro settore ad alto tasso di sviluppo è quello relativo al riciclaggio dei materiali di vetro, carta, ecc. Il Mezzogiorno, infatti, rispetto al resto del Paese è ancora in ritardo sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sul loro riutilizzo, mentre questo settore può offrire grandi potenzialità di sviluppo e contribuire così al miglioramento dell’ambiente in generale.

Il successo della società Delta Imballaggi di Verona, leader nella produzione di pannelli di truciolato attraverso il recupero del legno delle cassette dell’ortofrutta, dimostra come il riciclaggio possa rappresentare una fonte di reddito certa.

 


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L’agricoltura biologica è un altro settore decisivo per l’economia del Mezzogiorno. Basti pensare alla regione Calabria che, in soli 5 anni, ha visto crescere in maniera esponenziale il numero di aziende agricole certificate: da 20 a più di 200. La Sicilia, invece, ad oggi, ha più di 1000 aziende biologiche con una redditività di gran lunga più alta rispetto alle aziende tradizionali.

Anche la produzione di beni immateriali può rappresentare una buona opportunità per il Mezzogiorno, diventato un buon consumatore e, allo stesso tempo, un debole produttore.

 

Non solo: turismo, giovani e donne. Sono queste le enormi potenzialità del Sud indicate in una monografia edita da Rubettino. Il Mezzogiorno ha, infatti, un patrimonio inestimabile per tutto ciò che riguarda il turismo, per le bellezze legate alla storia passata, per quelle ambientali e delle città. Inoltre, ha enormi potenzialità che se sfruttate dal “gentil sesso” possono fare crescere l’economia e offrire nuovi sbocchi professionali. Infine: porre un freno all’uscita dei giovani dal territorio del Mezzogiorno, offrendo loro opportunità di crescere, di esprimersi, di giocare un ruolo attivo nella società, significa garantire un futuro certo al Mezzogiorno, rassicurando gli imprenditori che intendono portare le loro idee imprenditoriali nel Mezzogiorno.

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